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Home Page L'UNITALSI NELLA STORIA
dal sito http://www.unitalsinapoli.it
Ideatore dell’Unitalsi è un giovane ammalato romano di ventitré anni, Giovanni Battista Tomassi, nato il 29.11.1880, figlio dell’amministratore dei Principi Barberini, affetto da una forma artritica acuta e irreversibile e in carrozzella da quasi dieci anni; è molto sofferente nel corpo, ma soprattutto è molto tormentato nello spirito per la sua ribellione a Dio e alla Chiesa.

Avendo saputo dell’organizzazione di un pellegrinaggio a Lourdes, il Tomassi chiede di parteciparvi con l’intenzione ben precisa, se non avesse ottenuto la guarigione, di compiere uno scandalo, un gesto di clamorosa sfida e bestemmia: suicidarsi ai piedi della Madonna.

Siamo alla fine di agosto 1903; Giovanni Battista Tomassi è carico di rabbia per la malattia che lo tormenta, è nutrito di anticlericalismo e viene descritto da un altro partecipante, il Prof. Carlo Costantini, che poi nel 1909 viene nominato Vice Presidente dell’Associazione, come un giovane dallo sguardo truce: “Il suo sguardo così fiero, direi sprezzante, gli alienava quella naturale e profonda simpatia che ogni anima cristiana sente verso l’infelice” (**).

Non è pensabile, per il suo tormento spirituale, che il Tomassi, recandosi a Lourdes, avesse in tasca una corona del rosario; è invece certo che ha con sé una pistola per attuare il suo gesto disperato.

Accade però che, giunto alla Grotta dove l’Immacolata era apparsa a Santa Bernadette, viene colpito dalla presenza dei volontari che aiutano i malati ad entrare nella Grotta per pregare e percepisce appieno che la condivisione amorevole dei volontari dava conforto, speranza e serenità ai Sofferenti.

Per tutti i giorni del pellegrinaggio è smarrito, sconvolto, taciturno e insieme pensieroso; non ottiene il miracolo, non attua il proposito di suicidarsi, ma alla stazione di Lourdes, al momento del rientro, chiede di parlare con il direttore spirituale del pellegrinaggio, il Vescovo Mons. Radini Tedeschi, al quale con totale serenità, consegnando la pistola, dice: “Ha vinto la Madonna. Tenga, non mi serve più! La Vergine ha guarito il mio spirito”. Ed aggiunge: “Se Lourdes ha fatto bene a me, farà bene a tanti altri ammalati”. Manifesta così al Vescovo e al giovane sacerdote che lo accompagna, Don Angelo Roncalli, poi Papa Giovanni XXIII, l’idea di fondare una specifica associazione.

Giovanni Battista Tomassi, rientrato a Roma e seguendo i suggerimenti e i consigli di Don Angelo Roncalli, si adopera attivamente per fondare, almeno di fatto, l’Associazione, ma «se il merito di averla ideata spetta al Tomassi e al Vescovo Mons. Radini Tedeschi, quello della sua laboriosa realizzazione va condivisa con un piccolo gruppo di persone che per anni si è prodigato con grande generosità e intelligenza. Tra questi meritano un ricordo particolare: Mons. Lorenzo Ciccone, presidente dal 1909 al 1929; il Prof. Carlo Costantini, consigliere fin dagli inizi e poi per tanti anni vice presidente; Mons. Luigi La Vitrano, prima consigliere poi segretario generale; Mons. Giulio Mancini che ricoprì, nel tempo, la carica di segretario generale, poi di tesoriere e quindi di vice presidente.

Come si può facilmente comprendere, gli inizi dell’Associazione non sono stati senza difficoltà, incertezze e inconvenienti. Ma se si tiene conto della rapidità con cui si è affermata, occorre riconoscere che una mano invisibile la proteggeva e la benediceva» (dal bollettino dell’Unitalsi “Fraternità”, 1993).

L’Unitalsi, quindi, nasce nel 1903 e, superate le difficoltà organizzative ed economiche, nel 1905 parte da Roma verso Lourdes, con un pellegrinaggio organizzato per la Diocesi di Viterbo dal “Comitato Nazionale pro Palestina e Lourdes”, un gruppo di volontari e di pellegrini con nove ammalati, otto uomini e una donna, accompagnati dallo stesso Tomassi sempre gravemente ammalato e due assistenti.

Invero è il primo pellegrinaggio dell’Unitalsi, o meglio con una partecipazione unitalsiana, ma l’Associazione non è ancora costituita a motivo dei diversi ostacoli burocratici incontrati.

I PRIMI PELLEGRINAGGI
Dal pellegrinaggio del 1905 appena citato, da quello nazionale del 1908, con la partecipazione di circa sessanta malati nella ricorrenza del 50° anniversario delle Apparizioni della Madonna alla Grotta di Massabielle, da quelli del 1911, con i malati sistemati in vagoni-letto, e del 1912, con un centinaio di malati assistiti da un Corpo medico guidato da Padre Agostino Gemelli, «si passa al memorabile pellegrinaggio del 1913 guidato da Mons. Radini Tedeschi e presieduto dal Card. Giacomo Della Chiesa, Arcivescovo di Bologna e futuro Benedetto XV, formato da circa 3.000 Pellegrini e da 112 Ammalati provenienti da tutta Italia, trasportati da otto treni. Infatti l’Unione, dal 1908, comincia a diffondersi e a costituirsi in Sezioni nelle principali Regioni d’Italia: prima tra tutte la Piemontese, poi la Ligure, la Veneta nel 1909, l’Emiliana (dal bollettino dell’Unitalsi “Fraternità”, 1993).

Durante il primo conflitto mondiale, l’Unione sospende l’attività, ma subito pur tra tante difficoltà c'è una meravigliosa ripresa dei pellegrinaggi [...], tanto che “nel 1921 al pellegrinaggio di agosto a Lourdes, presieduto dal Card. Achille Ratti, che pochi mesi dopo verrà eletto Pontefice con il nome di Pio XI, partecipano 1.000 pellegrini e 110 ammalati”.
Intanto il 25 aprile 1920 muore il Tomassi non per la sua sofferenza ma perché si ammala di tetano; così la Famiglia ha scritto nel trigesimo della sua morte: “mai conobbe sconforto e sorridente, egli che soffriva, ai sofferenti dedicò la sua vita beneficando”.
Negli anni 1920-30 si nota una costante e progressiva partecipazione sia di pellegrini che di ammalati, dovuta ad un’entusiasta e appassionata propaganda delle nobilissime finalità dell’Unione, mediante una serie svariata di intelligenti iniziative, crescita che è in costante aumento anche perché negli anni del fascismo, l’Unitalsi, per le sue particolari connotazioni, fu l’unica associazione, (insieme all’Associazione Cattolica), a non essere sciolta (**).

Nel 1930 i Comitati diocesani e le Sottosezioni raggiungono il numero di 200, per cui sono presenti in tutte le principali Diocesi italiane. Qualche Sezione è ormai in grado di organizzare treni per conto proprio, per cui l’Unione si rende gradualmente indipendente dal Comitato pro Palestina e Lourdes pur continuando una fruttuosa collaborazione [...].
Nel 1931 per la sua organizzazione e competenza, l’Unione viene riconosciuta dalla Arciconfraternita dell’Hospitalité di Lourdes.

Nel 1935 il Comitato pro Palestina e Lourdes e l’Unione, per aderire all’invito del Papa di partecipare al solenne triduo di adorazione indetto a Lourdes nei giorni 26-28 aprile onde scongiurare il pericolo di un nuovo conflitto che sembrava imminente per il continuo aumentare di tensioni internazionali, organizzano un grande pellegrinaggio nazionale. Le solenni e grandiose celebrazioni sono presiedute e concluse dal Card. Eugenio Pacelli, legato pontificio e futuro Pio XII» (dal bollettino dell’Unitalsi “Fraternità”, 1993).
A causa della congiuntura politica europea ed internazionale degli anni trenta e delle “sanzioni economiche” decretate dalle Nazioni Unite contro l’Italia, nel novembre del ‘35 si manifestano notevoli difficoltà per organizzare i pellegrinaggi, anche a motivo del contingentamento dei treni italiani diretti a Lourdes, poi sospesi dal 1939 per gli eventi bellici del secondo conflitto mondiale.

I PELLEGRINAGGI A LORETO
Per continuare ad operare e non interrompere l’attività, come era avvenuto durante la prima guerra mondiale, si pensa di sviluppare i pellegrinaggi ai santuari regionali, come già avveniva da alcuni anni, e di indirizzarli anche verso il Santuario di Loreto.
L’iniziativa è del segretario generale di allora, il Principe Don Enzo di Napoli Rampolla, e così l’8 maggio 1936 arriva a Loreto il primo “treno bianco” dell’Unitalsi con 230 Malati.
I pellegrinaggi a Loreto continuano anche durante il periodo del secondo conflitto mondiale e fino al settembre ‘43; vengono sospesi soltanto nel periodo in cui la guerra si svolge sul territorio italiano e riprendono nel settembre del ‘46.

DOPO IL SECONDO CONFLITTO MONDIALE
Nel ‘47 riprendono anche, pur tra tante difficoltà e notevoli disagi, i pellegrinaggi per Lourdes e per il pellegrinaggio nazionale dal 28 agosto al 2 settembre, con la partecipazione contemporanea di tutte le Sezioni, si organizzano due treni, uno per l’Italia settentrionale e l’altro per l’Italia centrale e meridionale.

Intanto l’Associazione, superando incertezze e difficoltà economiche e politiche, si impegna attivamente per riordinare e nel contempo rinnovare la propria organizzazione. Rapidamente si risveglia l’iniziale fervore di mettersi a servizio della Sofferenza, di continuare a rispondere all’invito dell’Immacolata “Venite qui in processione” e a ciò contribuisce anche la pubblicazione, dal 1953, del periodico dell’Unione “Fraternità”.

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